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La Carta di Identità Elettronica (CIE) è il documento personale che attesta l'identità del cittadino. Dotata di microprocessore, oltre a comprovare l'identità personale, permette l'accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione.
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La Carta Nazionale Sanitaria (CNS) è il documento personale che attesta l'identità del cittadino. Dotata di microprocessore, oltre a comprovare l'identità personale, permette l'accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione.
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16/09/2026
News
16/09/2026
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: AVVISO MANUTENZIONE PROGRAMMATA / SERVICE ANNOUNCEMENT: SCHEDULED MAINTENANCE
16/09/2026 - Si avvisano gli utenti che i giorni 24 e 25 Ottobre 2026 potrebbe verificarsi la temporanea irraggiungibilità della piattaforma a causa di attività di aggiornamento infrastrutturali volte a migliorare le prestazioni di sistema.Ci scusiamo per il disagio.Please note that the platform may experience temporary disruptions on October 24 and 25, 2026, due to infrastructure updates designed to enhance system performance.We apologize for any inconvenience....
16/09/2026 - Si avvisano gli utenti che i giorni 24 e 25 Ottobre 2026 potrebbe verificarsi la temporanea irraggiungibilità della piattaforma a causa di attività di aggiornamento infrastrutturali volte a migliorare le prestazioni di sistema.Ci scusiamo per il disagio.Please note that the platform may experience temporary disruptions on October 24 and 25, 2026, due to infrastructure updates designed to enhance system performance.We apologize for any inconvenience....
Regulatory updates
Dichiarazioni false in giudizio: non sempre esclusione gara
IN SINTESI Le dichiarazioni omesse o non veritiere rese in giudizio non comportano automaticamente l’esclusione da una gara pubblica. Lo ha ribadito il Tar Lombardia, Milano, Sez. IV, con la sentenza 16 settembre 2026, n. 4216: l’art. 98 del d.lgs. n. 36/2023 sanziona con l’esclusione solo la specifica fattispecie del comma 3, lett. b), ossia informazioni false o fuorvianti fornite in gara e idonee a influenzare in concreto le decisioni della stazione appaltante su esclusione, selezione o aggiudicazione. Al di fuori di questa ipotesi, la stazione appaltante non può procedere in automatico: deve valutare in concreto se la condotta incide sull’affidabilità e l’integrità dell’operatore economico, anche alla luce dell’art. 96, comma 14, del Codice. Il caso: dichiarazioni contestate in giudizio e richiesta di esclusione Nella vicenda decisa dal T...
IN SINTESI Le dichiarazioni omesse o non veritiere rese in giudizio non comportano automaticamente l’esclusione da una gara pubblica. Lo ha ribadito il Tar Lombardia, Milano, Sez. IV, con la sentenza 16 settembre 2026, n. 4216: l’art. 98 del d.lgs. n. 36/2023 sanziona con l’esclusione solo la specifica fattispecie del comma 3, lett. b), ossia informazioni false o fuorvianti fornite in gara e idonee a influenzare in concreto le decisioni della stazione appaltante su esclusione, selezione o aggiudicazione. Al di fuori di questa ipotesi, la stazione appaltante non può procedere in automatico: deve valutare in concreto se la condotta incide sull’affidabilità e l’integrità dell’operatore economico, anche alla luce dell’art. 96, comma 14, del Codice. Il caso: dichiarazioni contestate in giudizio e richiesta di esclusione Nella vicenda decisa dal T...
Dichiarazione di accessibilità: scadenza 23 settembre per tutte le PA
IN SINTESI Entro il 23 settembre 2026 tutte le pubbliche amministrazioni devono pubblicare o aggiornare, per ciascun sito web e applicazione mobile di cui sono titolari, la dichiarazione di accessibilità. La procedura si svolge tramite l’applicazione online di AgID (form.agid.gov.it), accessibile solo al Responsabile per la Transizione al Digitale con e-mail istituzionale censita su IPA. Per i siti già dichiarati negli anni precedenti è sufficiente confermare la pubblicazione dopo aver aggiornato i contenuti; per i siti nuovi occorre completare l’intera procedura e pubblicare il link generato dalla piattaforma nel footer del sito o nella sezione dedicata dell’app. Cosa prevede l’obbligo e chi deve adempiere L’obbligo di pubblicare e aggiornare annualmente la dichiarazione di accessibilità nasce dalla Legge 4/2004 (la cosiddetta Legge Stanca), come modi...
IN SINTESI Entro il 23 settembre 2026 tutte le pubbliche amministrazioni devono pubblicare o aggiornare, per ciascun sito web e applicazione mobile di cui sono titolari, la dichiarazione di accessibilità. La procedura si svolge tramite l’applicazione online di AgID (form.agid.gov.it), accessibile solo al Responsabile per la Transizione al Digitale con e-mail istituzionale censita su IPA. Per i siti già dichiarati negli anni precedenti è sufficiente confermare la pubblicazione dopo aver aggiornato i contenuti; per i siti nuovi occorre completare l’intera procedura e pubblicare il link generato dalla piattaforma nel footer del sito o nella sezione dedicata dell’app. Cosa prevede l’obbligo e chi deve adempiere L’obbligo di pubblicare e aggiornare annualmente la dichiarazione di accessibilità nasce dalla Legge 4/2004 (la cosiddetta Legge Stanca), come modi...
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IN SINTESI Con la sentenza n. 1713/2026, pubblicata il 23 luglio 2026, il TAR Piemonte (Sezione Seconda) ha stabilito che, in presenza di un malfunzionamento accertato della piattaforma telematica di e-procurement, la stazione appaltante è tenuta a disporre la proroga o la sospensione del termine di presentazione dell’offerta, ai sensi dell’art. 25, comma 2, del d.lgs. n. 36/2023. Il Collegio ha escluso che l’operatore economico, il quale abbia iniziato il caricamento con congruo anticipo rispetto alla scadenza e abbia tempestivamente segnalato il problema, possa vedersi opporre il principio di autoresponsabilità. È stato inoltre chiarito che il coordinamento tra stazione appaltante e gestore della piattaforma non può essere demandato al concorrente. Il ricorso è stato accolto con annullamento dei provvedimenti che avevano negato la proroga. Il caso: errore di si...
IN SINTESI Con la sentenza n. 1713/2026, pubblicata il 23 luglio 2026, il TAR Piemonte (Sezione Seconda) ha stabilito che, in presenza di un malfunzionamento accertato della piattaforma telematica di e-procurement, la stazione appaltante è tenuta a disporre la proroga o la sospensione del termine di presentazione dell’offerta, ai sensi dell’art. 25, comma 2, del d.lgs. n. 36/2023. Il Collegio ha escluso che l’operatore economico, il quale abbia iniziato il caricamento con congruo anticipo rispetto alla scadenza e abbia tempestivamente segnalato il problema, possa vedersi opporre il principio di autoresponsabilità. È stato inoltre chiarito che il coordinamento tra stazione appaltante e gestore della piattaforma non può essere demandato al concorrente. Il ricorso è stato accolto con annullamento dei provvedimenti che avevano negato la proroga. Il caso: errore di si...
L’avviso esplorativo per manifestazione di interesse non vincola la PA
IN SINTESI L’avviso esplorativo per manifestazione di interesse non vincola la pubblica amministrazione e non fa sorgere alcun diritto in capo agli operatori economici che vi rispondono. Lo ha ribadito il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 15 settembre 2026, n. 6902, qualificando l’avviso come atto pre-negoziale e strumentale, con la sola funzione di individuare gli operatori da invitare a una successiva procedura. Fino a quando l’amministrazione non manifesta formalmente la volontà di concludere un accordo, resta libera di modificare, sospendere o abbandonare l’iniziativa, anche dopo aver raccolto le manifestazioni di interesse. Per RUP e operatori economici questo significa che rispondere a un avviso esplorativo non crea né un obbligo di prosecuzione per la PA né un’aspettativa tutelabile per il privato. Il caso deciso dal Consiglio di Stato ...
IN SINTESI L’avviso esplorativo per manifestazione di interesse non vincola la pubblica amministrazione e non fa sorgere alcun diritto in capo agli operatori economici che vi rispondono. Lo ha ribadito il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 15 settembre 2026, n. 6902, qualificando l’avviso come atto pre-negoziale e strumentale, con la sola funzione di individuare gli operatori da invitare a una successiva procedura. Fino a quando l’amministrazione non manifesta formalmente la volontà di concludere un accordo, resta libera di modificare, sospendere o abbandonare l’iniziativa, anche dopo aver raccolto le manifestazioni di interesse. Per RUP e operatori economici questo significa che rispondere a un avviso esplorativo non crea né un obbligo di prosecuzione per la PA né un’aspettativa tutelabile per il privato. Il caso deciso dal Consiglio di Stato ...
Sospensione anticipazione lavori pubblici: le regole della legge 152/2026
IN SINTESI La sospensione dell’anticipazione nei lavori pubblici è ora possibile grazie all’articolo 1-bis della legge 7 agosto 2026, n. 152, che ha convertito con modificazioni il decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107 (cosiddetto “Decreto Infrastrutture”). La norma consente alle stazioni appaltanti, su richiesta dell’appaltatore, di sospendere temporaneamente il recupero dell’anticipazione del prezzo previsto dall’articolo 125 del Codice dei contratti pubblici, per i contratti di lavori in corso di esecuzione. La sospensione opera nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, e non si applica agli interventi finanziati, anche solo in parte, con risorse del PNRR. La legge di conversione è entrata in vigore il 21 agosto 2026. Cosa cambia con l’articolo 1-bis della legge 152/2026 La l...
IN SINTESI La sospensione dell’anticipazione nei lavori pubblici è ora possibile grazie all’articolo 1-bis della legge 7 agosto 2026, n. 152, che ha convertito con modificazioni il decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107 (cosiddetto “Decreto Infrastrutture”). La norma consente alle stazioni appaltanti, su richiesta dell’appaltatore, di sospendere temporaneamente il recupero dell’anticipazione del prezzo previsto dall’articolo 125 del Codice dei contratti pubblici, per i contratti di lavori in corso di esecuzione. La sospensione opera nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, e non si applica agli interventi finanziati, anche solo in parte, con risorse del PNRR. La legge di conversione è entrata in vigore il 21 agosto 2026. Cosa cambia con l’articolo 1-bis della legge 152/2026 La l...
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IN SINTESI Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6874/2026 della Sezione VII, conferma che il superminimo non può, di regola, sostituire l’equivalenza delle tutele tra CCNL negli appalti pubblici. Le differenze retributive tra contratti collettivi diversi non possono essere automaticamente colmate da un impegno economico assunto unilateralmente dall’operatore economico, perché l’equivalenza delle tutele prevista dall’art. 11 del d.lgs. 36/2023 deve essere verificata principalmente attraverso il confronto tra i contratti collettivi. La pronuncia, tuttavia, lascia aperti margini di riflessione sul possibile rilievo di impegni retributivi extra-contrattuali quando siano chiaramente individuabili, giuridicamente vincolanti, verificabili e trasparenti. Il principio consolidato: l’equivalenza si misura tra contratti collettivi, non con impegni individuali ...
IN SINTESI Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6874/2026 della Sezione VII, conferma che il superminimo non può, di regola, sostituire l’equivalenza delle tutele tra CCNL negli appalti pubblici. Le differenze retributive tra contratti collettivi diversi non possono essere automaticamente colmate da un impegno economico assunto unilateralmente dall’operatore economico, perché l’equivalenza delle tutele prevista dall’art. 11 del d.lgs. 36/2023 deve essere verificata principalmente attraverso il confronto tra i contratti collettivi. La pronuncia, tuttavia, lascia aperti margini di riflessione sul possibile rilievo di impegni retributivi extra-contrattuali quando siano chiaramente individuabili, giuridicamente vincolanti, verificabili e trasparenti. Il principio consolidato: l’equivalenza si misura tra contratti collettivi, non con impegni individuali ...
Confronto a coppie: il voto individuale del commissario va sempre verbalizzato
IN SINTESI Nel confronto a coppie, il metodo di valutazione delle offerte tecniche più diffuso nelle gare pubbliche, la commissione giudicatrice deve rispettare due fasi distinte e non fungibili: prima l’espressione autonoma della preferenza di ciascun commissario, poi la sintesi collegiale. Lo ha ribadito il TAR Campania, Napoli, Sez. I, con la sentenza n. 5196 del 14 settembre 2026, annullando un’aggiudicazione perché la commissione non aveva dato prova che ogni commissario avesse compilato autonomamente la propria tabella di preferenze, come richiesto dal disciplinare di gara. La pronuncia richiama i principi fissati dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 16/2022: la verbalizzazione delle valutazioni individuali non è un adempimento formale, ma la condizione che garantisce trasparenza e razionalità dell’intero metodo. Il caso: la gara annullata ...
IN SINTESI Nel confronto a coppie, il metodo di valutazione delle offerte tecniche più diffuso nelle gare pubbliche, la commissione giudicatrice deve rispettare due fasi distinte e non fungibili: prima l’espressione autonoma della preferenza di ciascun commissario, poi la sintesi collegiale. Lo ha ribadito il TAR Campania, Napoli, Sez. I, con la sentenza n. 5196 del 14 settembre 2026, annullando un’aggiudicazione perché la commissione non aveva dato prova che ogni commissario avesse compilato autonomamente la propria tabella di preferenze, come richiesto dal disciplinare di gara. La pronuncia richiama i principi fissati dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 16/2022: la verbalizzazione delle valutazioni individuali non è un adempimento formale, ma la condizione che garantisce trasparenza e razionalità dell’intero metodo. Il caso: la gara annullata ...
Subappalto categoria prevalente oltre soglia: niente esclusione, sana il soccorso...
IN SINTESI Il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza n. 6561 del 20 agosto 2026, ha stabilito che il concorrente il quale, nel DGUE, dichiari di voler subappaltare le lavorazioni della categoria prevalente in misura superiore alla soglia consentita dall’art. 119, comma 1, del d.lgs. n. 36/2023 (o dalla legge di gara) non va escluso dalla gara, quando si tratti di subappalto c.d. facoltativo e non qualificatorio. La nullità prevista dalla norma colpisce infatti l’accordo di subappalto tra le parti private, non la partecipazione alla procedura. La dichiarazione può quindi essere corretta tramite soccorso istruttorio ai sensi dell’art. 101, comma 1, lett. b), del Codice. Il caso: la dichiarazione di subappalto al 50% della categoria OG3 La vicenda riguarda una procedura aperta bandita dalla Regione Basilicata per lavori di messa in sicurezza di aree industriali de...
IN SINTESI Il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza n. 6561 del 20 agosto 2026, ha stabilito che il concorrente il quale, nel DGUE, dichiari di voler subappaltare le lavorazioni della categoria prevalente in misura superiore alla soglia consentita dall’art. 119, comma 1, del d.lgs. n. 36/2023 (o dalla legge di gara) non va escluso dalla gara, quando si tratti di subappalto c.d. facoltativo e non qualificatorio. La nullità prevista dalla norma colpisce infatti l’accordo di subappalto tra le parti private, non la partecipazione alla procedura. La dichiarazione può quindi essere corretta tramite soccorso istruttorio ai sensi dell’art. 101, comma 1, lett. b), del Codice. Il caso: la dichiarazione di subappalto al 50% della categoria OG3 La vicenda riguarda una procedura aperta bandita dalla Regione Basilicata per lavori di messa in sicurezza di aree industriali de...
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IN SINTESI ANAC e CNR hanno rinnovato l’11 settembre 2026 il protocollo d’intesa che sostiene lo sviluppo della Piattaforma Unica della Trasparenza ANAC, lo strumento che raccoglie i dati di trasparenza pubblicati dalle amministrazioni ai sensi del d.lgs. 33/2013. L’accordo amplia il ruolo di TrasparenzAI, il modulo open source già integrato nella Piattaforma dal 19 settembre 2025, puntando su raccolta automatica dei dati, analisi semantica dei contenuti e verifica della qualità delle pubblicazioni obbligatorie. Per RUP, RPCT e stazioni appaltanti l’intesa non introduce nuovi obblighi immediati, ma rafforza i controlli automatizzati già attivi sulle sezioni “Amministrazione trasparente”. Il rinnovo del protocollo tra ANAC e CNR: cosa prevede l’intesa Il rinnovo del protocollo, siglato presso la sede centrale del CNR a Roma, consolida un perc...
IN SINTESI ANAC e CNR hanno rinnovato l’11 settembre 2026 il protocollo d’intesa che sostiene lo sviluppo della Piattaforma Unica della Trasparenza ANAC, lo strumento che raccoglie i dati di trasparenza pubblicati dalle amministrazioni ai sensi del d.lgs. 33/2013. L’accordo amplia il ruolo di TrasparenzAI, il modulo open source già integrato nella Piattaforma dal 19 settembre 2025, puntando su raccolta automatica dei dati, analisi semantica dei contenuti e verifica della qualità delle pubblicazioni obbligatorie. Per RUP, RPCT e stazioni appaltanti l’intesa non introduce nuovi obblighi immediati, ma rafforza i controlli automatizzati già attivi sulle sezioni “Amministrazione trasparente”. Il rinnovo del protocollo tra ANAC e CNR: cosa prevede l’intesa Il rinnovo del protocollo, siglato presso la sede centrale del CNR a Roma, consolida un perc...
Responsabilità precontrattuale della PA: risarcibile anche se il provvedimento è...
IN SINTESI La responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione sussiste anche quando il provvedimento adottato è pienamente legittimo: ciò che rileva è il comportamento complessivo della PA, valutato alla luce dei doveri di correttezza e buona fede. Lo ha ribadito il TAR Campania, Napoli, Sez. I, con la sentenza 11 settembre 2026, n. 5163, richiamando l’Adunanza Plenaria n. 5/2018. Per ottenere il risarcimento il privato deve provare un affidamento incolpevole, una condotta oggettivamente scorretta della PA, l’imputabilità soggettiva e il nesso causale con il danno, risarcibile nei soli limiti dell’interesse negativo. Il principio di diritto: la responsabilità precontrattuale della PA prescinde dalla legittimità dell’atto Il nucleo della pronuncia del TAR Campania riguarda un principio ormai consolidato ma spesso frainteso da operatori econom...
IN SINTESI La responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione sussiste anche quando il provvedimento adottato è pienamente legittimo: ciò che rileva è il comportamento complessivo della PA, valutato alla luce dei doveri di correttezza e buona fede. Lo ha ribadito il TAR Campania, Napoli, Sez. I, con la sentenza 11 settembre 2026, n. 5163, richiamando l’Adunanza Plenaria n. 5/2018. Per ottenere il risarcimento il privato deve provare un affidamento incolpevole, una condotta oggettivamente scorretta della PA, l’imputabilità soggettiva e il nesso causale con il danno, risarcibile nei soli limiti dell’interesse negativo. Il principio di diritto: la responsabilità precontrattuale della PA prescinde dalla legittimità dell’atto Il nucleo della pronuncia del TAR Campania riguarda un principio ormai consolidato ma spesso frainteso da operatori econom...
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IN SINTESI Il TAR Sicilia, Catania, Sez. V, con la sentenza 10 settembre 2026, n. 2439, conferma un principio ormai consolidato: l’effetto interdittivo prodotto dall’applicazione di una misura di prevenzione nei confronti del titolare di una ditta individuale può essere rimosso solo con l’ottenimento della riabilitazione (art. 70, D.lgs. n. 159/2011), non essendo previsto alcun limite temporale automatico di decadenza dell’effetto ostativo. La comunicazione antimafia, infatti, è un atto vincolato e ricognitivo: il Prefetto non deve svolgere alcuna valutazione discrezionale sull’attualità della pericolosità, ma solo accertare se la misura di prevenzione risulti ancora efficace. Per RUP e stazioni appaltanti, la sentenza chiarisce come impostare le verifiche antimafia sugli operatori economici individuali. Il caso: la ditta individuale colpita dalla comu...
IN SINTESI Il TAR Sicilia, Catania, Sez. V, con la sentenza 10 settembre 2026, n. 2439, conferma un principio ormai consolidato: l’effetto interdittivo prodotto dall’applicazione di una misura di prevenzione nei confronti del titolare di una ditta individuale può essere rimosso solo con l’ottenimento della riabilitazione (art. 70, D.lgs. n. 159/2011), non essendo previsto alcun limite temporale automatico di decadenza dell’effetto ostativo. La comunicazione antimafia, infatti, è un atto vincolato e ricognitivo: il Prefetto non deve svolgere alcuna valutazione discrezionale sull’attualità della pericolosità, ma solo accertare se la misura di prevenzione risulti ancora efficace. Per RUP e stazioni appaltanti, la sentenza chiarisce come impostare le verifiche antimafia sugli operatori economici individuali. Il caso: la ditta individuale colpita dalla comu...
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IN SINTESI La UNI 11337-11:2026 è la nuova norma tecnica che disciplina l’e-Permit, il processo digitale con cui un’autorizzazione o un parere su un’opera pubblica o privata viene istruito, verificato e rilasciato sulla base di dati strutturati e modelli informativi, anziché di documentazione cartacea o PDF statici. La norma introduce la Digital Compliance, cioè la verifica automatica della conformità tra i dati di progetto e i requisiti normativi, e definisce tre modalità operative per coordinare i pareri quando più enti sono coinvolti nello stesso procedimento. Per RUP, progettisti e stazioni appaltanti rappresenta un riferimento metodologico per passare da un’edilizia digitale di facciata a un’istruttoria realmente automatizzabile. Cos’è l’e-Permit secondo la UNI 11337-11:2026 L’e-Permit è definito dalla norma come il processo ...
IN SINTESI La UNI 11337-11:2026 è la nuova norma tecnica che disciplina l’e-Permit, il processo digitale con cui un’autorizzazione o un parere su un’opera pubblica o privata viene istruito, verificato e rilasciato sulla base di dati strutturati e modelli informativi, anziché di documentazione cartacea o PDF statici. La norma introduce la Digital Compliance, cioè la verifica automatica della conformità tra i dati di progetto e i requisiti normativi, e definisce tre modalità operative per coordinare i pareri quando più enti sono coinvolti nello stesso procedimento. Per RUP, progettisti e stazioni appaltanti rappresenta un riferimento metodologico per passare da un’edilizia digitale di facciata a un’istruttoria realmente automatizzabile. Cos’è l’e-Permit secondo la UNI 11337-11:2026 L’e-Permit è definito dalla norma come il processo ...